Le politiche per l’industria 4.0 hanno iniziato ad essere attuate in Europa intorno al 2011 e, sei anni dopo, la Commissione Europea dichiarava che il tasso di adozione di tecnologie digitali, ovvero l’evoluzione dell’automazione industriale era ancora basso, con oltre il 41% delle aziende dell’UE che non avevano ancora adottato nessuna delle tecnologie avanzate di trasformazione digitale (rapporto nel 2017). Ma ci sono anche buone notizie: le aziende sono sempre più consapevoli dei vantaggi nell’adozione di nuove tecnologie, dalla robotica, al cloud e IIOT e all’automazione industriale, o all’additive manufacturing, tutti visti come opportunità. Quali sono i paesi più avanzati e quali sono le prospettive del piano industria 4.0 a livello europeo?

Industria 4.0, strategie nazionali in Europa

Secondo il rapporto della Commissione Europea, i paesi scandinavi e dell’Europa occidentale sono i più avanzati nell’adozione di nuove tecnologie di trasformazione digitale. Con i Paesi Bassi, la Svezia, la Finlandia, il Belgio e il Lussemburgo all’avanguardia in termini di condizioni che consentono la trasformazione digitale e l’automazione industriale.

Per quanto riguarda l’adozione di tecnologie industria 4.0, ci sono alcuni paesi che, oltre ad aver sviluppato e implementato strategie nazionali, stanno anche raggiungendo i loro obiettivi e analizzando i risultati dei piani Industria 4.0 che sembrano produrre risultati tangibili. La Francia, per esempio, che ha lanciato la politica nel 2015, ha concesso oltre 8000 prestiti alle imprese e ha valutato 3400 aziende per la modernizzazione della produzione. Dal 2013 la Svezia ha finanziato 30 progetti che hanno coinvolto oltre 1500 imprese. Anche la Germania ha ottenuto grandi risultati, con la piattaforma Industrie 4.0, concentrandosi nell’aiutare le PMI. Nel 2017 è stato pubblicato un rapporto sullo stato di avanzamento dove le PMI possono trovare tutte le informazioni disponibili in grado di guidarle attraverso la pianificazione dell’industria 4.0: dalle mappe online con case study delle aziende che hanno implementato nuove tecnologie, all’Industrie 4.0 Compass, che aiuta le PMI a trovare il servizio specifico di cui hanno bisogno per implementare una soluzione specifica, fornendo anche opportunità di test e informazioni su come implementare un progetto pilota di automazione industriale. Labs Networking Industrie 4.0 è un’altra iniziativa che aiuta le aziende a testare le loro soluzioni prima di investire. Gruppi di lavoro, eventi, modelli, alleanze nazionali e internazionali, tutto questo fa parte del piano.

Industria 4.0 in Italia

In Italia, secondo un’analisi Mise-Met del 2018, a livello nazionale il 47,1% delle aziende con oltre 250 dipendenti ne ha implementato almeno una tecnologia, così come il 35,5 % delle imprese da 50 a 249 dipendenti. Nelle piccole imprese, da 1 a 9 dipendenti, la percentuale si abbassa al 6%. Per quanto riguarda le singole tecnologie impiegate, l’integrazione orizzontale delle informazioni, la cyber security e l’IoT (Internet of Things) rappresentano gli investimenti aziendali più diffusi. L’IoT ha avuto una crescita anche nel 2019 quando secondo una ricerca IDC la spesa IoT aveva un valore pari a 15,6 miliari di euro, in crescita del 24% rispetto al 2018.

Per quanto riguarda gli investimenti futuri, le imprese che attualmente usano le tecnologie 4.0 hanno una probabilità elevata di ampliare il set di tecnologie (implementando almeno tre applicazioni). Ma l’interesse di fare la transizione verso la fabbrica intelligente c’è anche per le imprese che hanno implementato il minimo delle tecnologie.

Industria 4.0 in Europa: presente e futuro

L’Europa deve rimanere competitiva e deve fare dei grandi passi avanti per quanto riguarda la digitalizzazione. Nel 2029 la Corte dei Conti Europea dichiarava un audit sul sostegno dell’UE all’industria 4.0 e all’innovazione in Europa la cui pubblicazione avverrà quest’anno. La Corte vuole verificare se gli stati membri dell’UE hanno avuto un vero ed efficace sostegno da parte della Commissione Europea, con uno sguardo attento all’aiuto delle start-up e PMI. Le PMI sono al centro dell’analisi, in quanto oggi poche di esse sono digitalizzate. Ma anche perché saranno loro a dover adattarsi alla nuova tecnologia digitale e all’automazione industriale, facendo dei notevoli passi avanti entro il 2025.